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Nella prima uscita in piazza del tavolo cultura e formazione di Massa Critica il primo elemento che risalta agli occhi è stata la complessità della composizione e del contenuto degli interventi.

Con questo report cerchiamo di sintetizzare, senza appiattire su un’unica posizione, la varietà dei contributi cercando di comprendere tutta la ricchezza e la diversità degli interventi e delle proposte.

Il primo elemento che è venuto fuori dagli interventi introduttivi della discussione è stato quello del metodo che questo tavolo ha provato a darsi: passare attraverso una fase di ricerca a partire dai luoghi in cui siamo per comprendere quale sia il progetto culturale che, chi ci governa, immagina per Napoli. Considerando quest’ultimo praticamente inesistente abbiamo ritenuto necessario coinvolgere il maggior numero possibile di intelligenze e di soggetti che animano il vivacissimo mondo della cultura e della formazione napoletano.

Questo obiettivo è stato in parte raggiunto poiché alla discussione hanno preso parte numerosi esponenti del mondo della cultura e della formazione: lavoratori di circo e teatro, musicisti, collettivi, associazioni, studenti, docenti e in generale soggetti che animano la scena culturale partenopea.

Nel corso dell’assemblea uno dei temi più trattati è stato quello dell’accessibilità e del finanziamento pubblico della cultura in una città del sud Italia come Napoli. È stata sottolineata la trasversalità di alcune problematiche che si sviluppano in maniera più evidente in territori marginalizzati proprio a partire da queste due tematiche; partendo dagli asili nido, che per mancanza di fondi sono per la stragrande maggioranza privati e inaccessibili, passando per la scuola in cui i criteri di valutazione dei test INVALSI determinano una sempre maggiore disparità tra scuole di serie A e serie B e dove il contributo “volontario”, che serve a finanziare strutturalmente gli istituti, produce una ulteriore selezione tra gli studenti. Da una parte quelli che possono contribuire e che hanno pertanto accesso a tutta una serie di servizi (mense, trasporti, laboratori e persino gite scolastiche) e dall’altra chi non può e che pertanto viene escluso.

Nell’università la modifica dei parametri ISEE e la conseguente esclusione di migliaia di studenti dal mondo universitario va a colpire direttamente l’accesso a quel poco di diritto allo studio rimasto: mense, biblioteche, alloggi, agevolazioni sulle tasse, trasporti e borse di studio. I parametri di valutazione di tipo quantitativo ed economico dell’ANVUR aumentano il divario tra i poli d’eccellenza e le università del meridione che, sempre meno finanziate, avanzano inevitabilmente verso la chiusura; tutto ciò in un contesto europeo in cui si tende progressivamente all’aziendalizzazione e alla privatizzazione di scuole e università.
Stesso discorso per la ricerca sulla quale si investe sempre meno all’interno della quale viene preferita la produttività alla qualità delle elaborazioni.

Molti interventi hanno evidenziato poi un atteggiamento simile anche nel mondo della produzione teatrale nel quale vengono sempre più messe da parte le piccole realtà teatrali a favore della grande produzione, svilendo la qualità delle produzioni artistiche che richiederebbero tempi più larghi e che invece per accedere ai fondi di finanziamento del FUS devono rispettare dei parametri quantitativi e ritmi insostenibili per le piccole realtà.

Hanno partecipato al dibattito anche soggetti che lavorano nel mondo del circo che nel resto d’Europa rappresenta 1/3 della produzione teatrale, ma che a Napoli è completamente ignorato e assente se non nelle forme dell’ autorganizzazione e dell’autofinanziamento. Anche dal mondo del cinema e della musica il contributo toccava gli stessi temi che risultano ancora più accentuati dato il maggior fabbisogno di finanziamento anche dei progetti indipendenti e di dimensioni ridotte e rispetto al quale nella nostra città gli spazi di formazione sono pressoché inesistenti o inaccessibili.

Data la varietà di interventi abbiamo attraversato anche temi come: lo stretto legame che corre tra il mondo del lavoro e della formazione (attraverso tirocini e stage non retribuiti), il rapporto tra ricerca scientifica e direttive militari e industriali, il tema gravissimo della dispersione scolastica a Napoli e le possibilità d’ intervento diretto a riguardo.

Nel corso del tavolo alcuni interventi hanno espresso anche delle possibili proposte di lavoro da discutere e strutturare nei prossimi incontri; tra queste quella di immaginare forme alternative della didattica a partire dalla costruzione di una scuola itinerante che modifichi i format classici dell’insegnamento, la costruzione di vertenze territoriali che provino a connettere tutti gli ambiti affrontati nella discussione, intervenire sul tema della riforma fiscale e dei parametri ISEE per provare a garantire possibilità di accesso a chi si è ritrovato fuori dalle soglie minime per usufruire delle agevolazioni (senza un reale arricchimento), la necessità di costruire spazi di lavoro e produzione artistica e culturale indipendenti e provare a connettere tra di loro quelle già esistenti, presenti al tavolo e non, provare a strutturare un intervento sul lavoro gratuito legato a scuola e università che produce di fatto sfruttamento e precarizzazione, provare a connettere il lavoro del tavolo e quello di Massa Critica in generale con gli esperimenti di decisionalità dal basso attraverso le assemblee popolari già presenti sul territorio (es. Bagnoli, Materdei, Soccavo) e provare a crearne di nuovi.

Di questo e molto altro continueremo a discutere a partire dai prossimi appuntamenti del tavolo “cultura e formazione” che saranno comunicati sui nostri canali (sito, facebook, twitter)

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