La discussione si è da subito mostrata fattiva rispetto alla tematica provando a mettere al centro le esigenze che dai vari interventi sono uscite fuori. Fermo restando che il focus centrale rimane l’interdisciplinarità dei temi affrontati all’interno dei vari tavoli, crediamo necessario produrre nel prossimo incontro la stesura di punti da inserire all’interno del programma che seguano le seguenti questioni:

– trasparenza: uno dei grandi vuoti che l’amministrazione ha negli anni generato, riguarda la chiarezza con cui la questione “casa” viene affrontata. I numerosi bandi o le varie delibere che nel tempo sono stat costruite rimangono un terreno sconosciuto alle persone che invece ne dovrebbero direttamente usufruire. è per questo che crediamo necessario marcare la necessità di una forma di trasparenza chiara e diretta sia rispetto alle pratiche amministrative ma ancor più rispetto alla reale portata del patrimonio immobiliare del comune di Napoli, del patrimonio dismesso ecc. la possibilità di costruire delle risposte reali passa prima di tutto attraverso la conoscenza del territorio inteso come patrimonio.

– risorse: necessario definire criteri nuovi sulla distribuzione delle risorse da investire. Siamo stanchi di vedere ingenti somme mal spese,spese in parte o non spese affatto. i bilanci comunali per quanto poveri, e ancor più per questo, devono avere delle voci di spesa che interessino realmente e differentemente da adesso chi soffre l’emergenza abitativa. possibili suggestioni possono riguardare l’utilizzo di risorse nella questione sfratti riferiti alla “morosità incolpevole” o su una verifica della qualità abitativa degli edifici con immediato intervento per i casi più urgenti.

– normativa: sull’onda della necessaria trasparenza all’interno della macchina burocratica e amministrativa va assolutamente affiancato un lavoro sulle normative vigenti in materia abitativa. vogliamo portare all’attenzione solo alcuni dei temi da rivedere in quest’ottica e che intervengono direttamente: 1) costruzione di una delibera che garantisca un equocanone calmierato sulle abitazioni di proprietà privata. 2) incrocio tra i dati delle persone che abitano gli edifici e il numero di contratti così da combattere i contratti in nero e garantire,in tal modo, l’accessibilità alla residenza e quindi ai servizi di base come scuola, sanità, ecc.

– organizzazione territoriale: tutto questo non può esimere l’esigenza di una rete territoriale che lavori sotto forma di assemblee di quartiere, in grado aggregare e sensibilizzare le persone sui temi su citati e che abbia la capacità di mettere al centro il piano della mobilitazione sociale come strumento di rivendicazione da affiancare al lavoro delle assemblee popolari

Questi sono i punti schematizzati usciti fuori dal tavolo di lavoro sull’emergenza abitativa. alla prossima assemblea,quindi,riteniamo necessario continuare a sviscerarli e ampliarli con il contributo dei tanti e delle tante che abitano il territorio della II municipalità, al fine di riuscire a sintetizzarli in punti da inserire all’interno del programma. Per questo motivo sollecitiamo a partecipare mettendo al centro le esperienze personali e le competenze che ognuno ha.

Per saperne di più, per continuare il dibattito è delineare in maniera più puntuale ed approfondita tutti questi punti vi diamo appuntamento alla prossimo tavolo Emergenza abitativa dell’assemblea popolare della II municipalità di Napoli.

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