Il tavolo si è dato come obiettivo quello di costruire la proposta politica di riorganizzazione del sistema istituzionale cittadino da far recepire nella prossima consiliatura comunale ed attuare quale obbiettivo primato nei primi 100 giorni di mandato. Sistema che introduca in maniera sinergica con gli altri istituti già esistenti una nuova istituzione rappresentata dalle assemblee popolari di municipalità.

Il tavolo in coerenza con tale obbiettivo ha raccolto tutti i contributi che in questa prima fase più che punti di sintesi erano volti a costruire una prima cornice di riferimento entro la quale muovere i ragionamenti.

Assemblee popolari di municipalità
Si è discusso sulle funzioni e le prerogative di questi nuovi organi di co-governo del territorio individuando alcuni punti centrali:
A) funzioni di controllo
– sviluppo di procedure di trasparenza ed accesso agli atti
– compito divulgativo ed informativo verso la cittadinanza dei procedimenti in discussione
B) funzioni propositive
– intervento propositivo su ODG per dibattimento su progetti e proposte assembleari
C) funzioni decisionali
– bilancio partecipato
– pubbliche assemblee con pubblico contraddittorio
– vincoli nelle procedure decisionali per capitoli di spesa oltre una specifica soglia

Municipalità
Si è partito dall’assunto che ad oggi le municipalità hanno risorse e competenze veramente esigue e che quindi è prerequisito in questa nuova fase istituzionale decentrare competenze e risorse dal comune verso le municipalità.
A tal proposito si è discusso sulle conseguenze e sulla fattibilità del passaggio da municipalità a municipi che in questa veste sarebbero un ente a tutti gli effetti con un conseguente incremento dei propri compititi e delle proprie possibilità.
Abbiamo altresì chiarito che il decentramento in quanto tale non è in assoluto cosa positiva (vedi conseguenze della legge 219/81 nel post terremoto) ma al contrario senza uno strumento di controllo popolare potrebbe essere solo un’incentivo allo spreco e all’impossibilità di verifica sui mille rivoli della spesa pubblica.
A queste considerazioni si sono aggiunte considerazioni sull’attuale potere conferito al presidente di municipalità che cosi configurato è in evidente conflitto col progetto di introduzione e valorizzazione delle assemblee popolari.

Organi di riconciliazione
Al fine di costruire degli strumenti efficienti di intervento sulle tante questioni di micro interesse che investono i singoli cittadini e le istituzioni municipali si è ragionato sul farsi promotori dell’istituzione di organismi di riconciliazione.
Ciò garantirebbe agli abitanti del territorio di poter sottoporre ad uno sportello dedicato tutte quelle interpellanze che ad oggi sono genericamente vincolate alla benevolenza del consigliere di turno.

Istituzioni comunali
Un altro punto anche se solo abbozzato riguarda l’esigenza di indagare sui possibili rapporti tra le assemblee popolari e le istituzioni comunali quando le questioni sollevate riguardano più territori ed investono le competenze della giunta e del consiglio.

Per saperne di più, per continuare il dibattito è delineare in maniera più puntuale ed approfondita tutti questi punti vi diamo appuntamento alla prossimo tavolo nuove istituzioni dell’assemblea popolare della II municipalità di napoli.

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