Il tavolo ha ragionato intorno a tre macrotematiche: servizi scolastici ed extra scolastici, politiche giovanili, salute.

Le questioni sono state affrontate da un punto di vista squisitamente territoriale, prendendo come punto di partenza le problematiche relative ai minori dei quartieri in questione, tra cui la dispersione scolastica e la loro esposizione a dinamiche di sfruttamento da parte della criminalità. Di qui si è passato subito a constatare l’atteggiamento deleterio delle istituzioni che da anni non investono in servizi pubblici preferendo investire invece, da un lato, in mera repressione e militarizzazione (per ottenere maggior impatto in termini di propaganda), dall’altro, in interventi locali che vanno nella sola direzione di oleare il sistema turistico, senza un reale ritorno in termini di ricchezza sociale e benessere collettivo.

Il ragionamento intorno a queste aree tematiche ha sviluppato per lo più un doppio filone: da un lato la messa a critica delle politiche istituzionali esistenti (da parte di Stato, Regione, Comune) e dall’altro la spinta a mettere in maggiore relazione le esperienze dal basso che sviluppano modelli alternativi tramite pratiche di rigenerazione urbana e mutuo soccorso, rivendicandone una giusta visibilità e un dovuto riconoscimento pubblico.

Rispetto al tema della scuola, si è messa in discussione la qualità dei servizi in relazione alle spese (la premessa è quella di reclamare e garantire in maniera sempre più forte il diritto e la gratuità dell’istruzione), la totale mancanza di asili nido ed educative territoriali nel territorio del Centro Storico, la fatiscenza e spesso la pericolosità degli edifici scolastici (che ci si è proposti di mappare), lo smantellamento del tempo pieno, la qualità dell’offerta scolastica, che spesso crea marginalizzazione ed esclusione sociale a partire dalla classe di appartenenza degli alunni.
È forte la consapevolezza che solo una parte del comparto scolastico è direttamente competenza dell’Amministrazione comunale di Napoli e delle relative Municipalità. Pertanto le rivendicazioni da un lato puntano al miglioramento degli istituti scolastici comunali, dall’altro pretendono una presa di posizione dell’ente locale (in termini di pressione istituzionale e vicinanza alle mobilitazioni popolari) per quel che concerne gli ambiti di pertinenza regionale e statale.

Si è ragionato intorno ai servizi extra scolastici, in particolare sulle attività socio-ricreative e formative (sport, arte, approfondimento culturale): anche in questo caso si è lamentata la poca cura che la scuola dedica a questo tipo di attività, a fronte delle esperienze dal basso che invece le propongono come strumento per la crescita personale e per la messa in relazione con l’altro.
In risposta a ciò, c’è l’esigenza che dal basso si creino migliori dinamiche di network tra le esperienze che provano a mettere in piedi percorsi di mutualismo e welfare attraverso modelli e pratiche alternativi in prospettiva conflittuale. Si è ribadita la necessità da parte degli attivisti di mettere velocemente a valore il patrimonio di competenze e di sperimentazioni e, da parte delle istituzioni di prossimità, che queste vadano riconosciute e rafforzate con risorse materiali – dal momento che si tratta delle uniche forme di resistenza alla totale assenza di servizi sul territorio. Potrebbe essere un ruolo della Municipalità quello di contribuire all’interazione di questi percorsi con le scuole. Questa è stata individuata come la strada fondamentale per mettere al centro il rapporto scuola-territorio.

Il tema della scuola si è collegato poi direttamente a quello delle politiche giovanili. Si è iniziato a ragionare sulla totale assenza di attività formative e di inserimento nell’ambito lavorativo dedicate ai giovani e in generale sulla mancanza di risorse per le fasce sociali popolari giovanili. La proposta è quella di istituire un tavolo apposito che ragioni sulla formazione lavorativa e sull’autodeterminazione dei giovani.

Inoltre è emersa l’esigenza di formare delle istituzioni di controllo e di decisione degli abitanti che aggrediscano le istituzioni esistenti per forzarle alla trasparenza sulle risorse economiche per la costituzione di servizi scolastici/extra scolastici, per le politiche giovanili e per la loro gestione in itinere.

Il ragionamento si è poi allargato toccando più genericamente la questione del funzionamento del terzo settore, il quale subisce la discontinuità di essere legato alla logica dei progetti, che ne impoveriscono la qualità, non garantendo la continuità del servizio agli utenti e generando figure professionali precarizzate. La proposta è di creare un tavolo con l’assessorato alle politiche sociali, pretendendo il finanziamento del terzo settore, laddove però questo stesso si colloca all’interno delle reti di mutualismo dal basso e non a dinamiche lobbistiche.

A proposito del tema della salute, si è in primis evidenziato il legame di questa tematica con la rivendicazione di aree verdi. La maggior parte delle questioni che sono emerse in seguito non sono squisitamente legate alla seconda municipalità, ma possono essere un modo per sfidare l’istituzione a prendere posizione accanto alla popolazione mobilitata per rivendicare ciò che manca. Le questioni che competono strettamente la municipalità sono legate alla rivendicazione dell’apertura di consultori e A.S.L. di base; le altre questioni (che hanno come interfaccia la regione) riguardano l’implementazione della rete di emergenza (dai pronto soccorso da irrorare di risorse economiche agli interventi da rendere più tempestivi ed efficaci, anche attraverso il miglioramento della qualità di infrastrutture e viabilità).

Inoltre si è ragionato anche sulla richiesta al comune di un registro epidemiologico per monitorare l’impatto delle malattie sulla popolazione. Si è ragionato anche sulla qualità dei servizi di salute mentale e sull’importanza delle reti che portano avanti questo lavoro dal basso.

Infine si è messa in discussione la composizione tematica del tavolo e si è ragionato sulla sua eventuale scomposizione, separando definitivamente determinati ambiti più attinenti ad altri tavoli (prendi il tema della salute che potrebbe trovare maggior compatibilità nel tavolo sulla vivibilità) e/o organizzando incontri monotematici. Di questo discuteremo al prossimo appuntamento, sabato 19 marzo alle 16:00 in Municipalità).

Per saperne di più, per continuare il dibattito è delineare in maniera più puntuale ed approfondita tutti questi punti vi diamo appuntamento alla prossimo tavolo Scuola, politiche giovanili e servizi alla persona dell’assemblea popolare della II municipalità di Napoli.

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