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Sulla questione dell’Ente Idrico Regionale e le Elezioni del Consiglio dei Distretti del 19 dicembre 2016.

La legge sul riordino della gestione idrica regionale della regione Campania, prevede l’istituzione di un ente centralizzato unico (ATO UNICO) che decide di fatto le sorti dell’intero ciclo integrato delle acque per tutti gli ambiti territoriali. Questo ente unico (EIC) decide l’adozione del piano di ambito, individua il soggetto gestore e provvede all’affidamento del servizio.

Il Sindaco di Napoli con determina del 28/11/16 ha reso nota la data delle elezioni, ora è il tempo di avviare un nuovo percorso sulla partecipazione dei cittadini alla gestione della risorsa idrica.
Ma siamo già in ritardo. È necessario che venga resa pubblica una posizione politica sul progetto di riordino regionale e discutere della imminente data del 19 dicembre, in cui si svolgeranno le elezioni per la definizione dei membri per il consiglio dei distretti (le liste vanno presentate entro il 14/12).

Il primo punto che chiediamo è quello di chiarire alla città il metodo di composizione delle liste e soprattutto fare in modo che i candidati abbiano una visione chiara ed esplicitata della loro visione sul futuro di ABC, sul piano industriale e sulla sorte dei lavoratori che non possono essere usati come pedine di scambio nel futuro assetto dell’ente idrico regionale. È di capitale importanza la nomina di profili di alto spessore politico e culturale, soggetti che rispondano ad una vocazione democratica concreta.
Un’amministrazione che ha fatto dell’acqua pubblica una delle sue maggiori battaglie non può e non deve immaginare che momenti come questi siano adempimenti meramente formali, o al più di interesse dei movimenti e dei comitati: il discorso va aperto alla città, perché altrimenti è concreto il rischio di minare completamente e irreversibilmente la basi del processo che ha portato, almeno a Napoli, importanti ma non esaustivi risultati come quello della nascita dell’azienda speciale ABC. La pessima legge regionale e il decreto Madia, malgrado la parziale bocciatura della Corte Costituzionale, hanno spostato il piano della battaglia: non basta ABC per difendere gli esiti referendari del 2011.

Il secondo punto su cui vogliamo aprire un terreno di confronto pubblico riguarda il percorso che si è svolto fino ad oggi a livello istituzionale: ci chiediamo in particolare se ci sia stato, e in che termini, un momento politico di costruzione di un fronte metropolitano volto ad allargare la discussione sulla gestione pubblica delle risorse su scala metropolitana. Anche qui c’è un rischio concreto: quello di trovarsi di fronte a dei risultati nelle elezioni del consiglio di distretto che mettano in minoranza i rappresentanti del comune di Napoli.
Un atto di trasparenza circa queste prossime scadenze è un segnale ineludibile da dare alla città, per metterla davvero nelle condizioni di poter decidere: il neomunicipalismo che sta facendo diventare Napoli un modello passa per questi tasselli concreti!

© Massa Critica Napoli. Creative Commons
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