Massa Critica è l’insieme di persone, collettivi, comitati, associazioni e reti sociali che hanno deciso di intraprendere un percorso politico aperto alla città, che aspira a costruire una grande agorà popolare, mettendo al centro il desiderio di discussione, partecipazione e decisione sul governo del territorio.

Il nostro obiettivo è incidere sul governo dei nostri territori, per continuare quel percorso di resistenza attiva che fa della città di Napoli un laboratorio eccezionale di autorganizzazione che talvolta è riuscita a dettare l’agenda politica anche alle amministrazioni comunali; per aprire i luoghi della discussione politica e generalizzarli; per ripensare forme, metodi, contenuti, modalità di relazione.

Ognuno di noi “lavora” sul proprio territorio oramai da anni e ha dimostrato di riuscire a focalizzare le proprie energie portando avanti vertenze ed esperienze spesso vincenti, ma nonostante questa incredibile ricchezza, la nostra capacità di incidere su questioni di più ampio respiro, si sono spesso rivelate inadeguate a causa di una dispersione di ragionamenti e di pratiche che non riescono a fare sintesi e per autocitarci non fanno massa critica.

Il primo risultato di questo processo è proprio l’organizzazione della manifestazione del 17-18 ottobre, che ha visto la collaborazione di tante e tanti che hanno lavorato insieme alla costruzione di un evento realmente inclusivo che arrivi a coinvolgere tutte le persone che credono in un modello di sviluppo diverso da quello fondato su povertà e sfruttamento che l’Europa ci ha imposto.

L’ambizione di Massa Critica è costruire un processo politico nuovo, in discontinuità con qualsiasi esperienza sviluppatasi in passato, fondato sul dialogo tra soggetti e prassi differenti

Sappiamo che questo progetto, nascendo a pochi mesi dalla tornata elettorale, sarà soggetto ad una enorme mole di pressioni, ma siamo altrettanto convinti che le esperienze partecipanti sapranno produrre una visione comune di città, capace di confrontarsi con forza ed autorevolezza con chiunque abbia intenzione di governare Napoli.

Ci sembra che occorra valutare se e come attraversare questa fase, per coinvolgere pezzi di città oggi esterni all’area di movimento in un progetto ambizioso che ne rilanci le prospettive: promuovere uno spazio pubblico di elaborazione e mobilitazione politica inclusivo, interessante ed efficace.

Un’agorà politica permanente, che lavori su temi concreti dandosi forme, tempi, scadenze e obiettivi: questo è il modo per provare a superare ghetti identitari ed aprirsi alla città con linguaggi, discorsi e pratiche di relazione innovative, per interrogarsi fattivamente sui nodi problematici del territorio metropolitano e tracciare percorsi condivisi per affrontarli.

Se è vero che la rappresentanza istituzionale non ci interessa, è altrettanto vero che, il governo della città è un terreno di lotta, un terreno su cui porre una rottura netta con quanti intendono speculare sulle vite e sulla salute di chi abita la metropoli. Riteniamo dunque cruciale interrogarsi sul tema di ‘chi’ e ‘come’ decide sulle nostre vite, senza tuttavia ridurci a schemi vecchi di rappresentazione delle istanze dal basso, delle lotte e dei movimenti sociali nell’arena elettorale. In altre parole: il grande capitale, la lobby degli inceneritoristi, i costruttori e chi specula sulla questione dell’abitare hanno sviluppato una grande capacità di rappresentare e far valere i loro interessi a scapito della maggioranza della popolazione.

Partiamo quindi dal presupposto che, in questa fase storica, dobbiamo riprendere parola sul futuro della nostra città: sul modello di sviluppo, sul rapporto con l’ambiente, su lavoro e precarietà, temi oramai abbandonati dai protagonisti della scena istituzionale. L’urgenza di questa necessità è sottolineata dal fatto che proprio in questi giorni si è chiuso il percorso attuativo del Jobs Act, con cui il governo Renzi intende disciplinare i lavoratori nell’attuale fase di crisi economica: un provvedimento contro il quale si è sviluppata in città una forte mobilitazione e che sarà uno dei centri della riflessione politica di questo percorso.

Siamo solo all’inizio di un processo che punta ad allargarsi ben oltre i confini che i movimenti sociali hanno avuto in questi anni; tenere insieme tante anime non significa renderle uniformi, come accade nei partiti, ma creare spazi di dialogo che rendano possibile un confronto libero e valorizzino l’eterogenità e l’intelligenza collettiva. Questo è lo spirito del nostro fare comune.

Sappiamo che un percorso di questo tipo richiede un grande sforzo collettivo, esige il contributo di ogni esperienza disponibile a mettersi in gioco per costruire qualcosa di nuovo. Per questo invitiamo tutte e tutti, movimenti, comitati, singoli, a contribuire a questo difficile ma indispensabile momento cittadino.

Leggi la lettera aperta di #massacritica alla città


ph | Sabrina Merolla