Non ci riuniamo per lamentare il deperimento degli spazi della democrazia: le sirene di allarme non fanno molti proseliti e non abbiamo eden perduti da riconquistare. Abbiamo però la matura consapevolezza che il suo destino ci riguardi tutti, a prescindere dal giudizio che ciascuno dà delle sue forme trascorse e dei suoi orizzonti venturi. Ha senso dunque interrogarsi sul suo nucleo irrinunciabile di diritti, partecipazione, eguaglianza ed emancipazione; chiedersi, soprattutto, cosa stia prendendo subdolamente il suo posto.

Abbiamo una certezza da cui partire. A perdere potere – decisionale, politico ed economico – sono le persone che vivono un quotidiano di impegni e sacrifici; la soglia di povertà si allarga, le politiche neoliberali rendono permanenti precarietà e incertezza, il sistema promette libertà e poteri che hanno un prezzo, che solo pochi possono permettersi. Questo modello fa sentire il suo peso soffocante nelle metropoli, tra tagli e spazi pubblici e privati condannati all’abbandono, alla svendita. Come negli schemi più classici dell’autoritarismo, il governo si preoccupa di cancellare i residui spazi di democrazia, divide e deporta lavoratori, commissaria le amministrazioni locali: le proteste e non la povertà sono il suo problema.

Abbiamo anche delle tracce da seguire. Delle coordinate teoriche certo, e poi tante forme di sperimentazioni di chi come noi, e meglio di noi, sta scrivendo una costellazione sperimentale di pratiche della convivenza e della decisione politica: dal Rojova al Chiapas, dalla Val Susa a Porto Alegre, da Barcellona alla Grecia. Al “tavolo autogoverno e democrazia” abbiamo deciso di cominciare prestando attentamente l’orecchio al suolo, per ascoltare quello che si muove nella nostra città metropolitana sul terreno dei movimenti sociali, delle lotte, ma anche oltre.

Abbiamo cominciato a “mappare” – interrogandole e coinvolgendole – le realtà che si pongono come noi il problema della democrazia, della riappropriazione di spazi pubblici e privati, dell’autogestione e della ricerca di nuovi modelli istituzionale radicalmente partecipativi. Vogliamo che queste pratiche migliorino contaminandosi, ma soprattutto che vadano oltre la sola cura ed uso degli spazi che abbiamo liberato.

Abbiamo coinvolto e vogliamo coinvolgere tutte quelle realtà territoriali, comitati di quartiere, associazioni, studiosi, singoli, gruppi che non si limitano a rivendicare un altro mondo, ma provano ad agirlo nel loro quotidiano; con loro vogliamo tessere insieme il mosaico di un laboratorio cittadino sull’autogoverno.
Intendiamo aprire degli scenari di possibilità per un nuovo governo del territorio, capace di elaborare forme permanenti e popolari per la raccolta e il coordinamento di istanze, bisogni e desideri.

Intendiamo promuovere seminari che interroghino queste pratiche, produrre contaminazioni tra le stesse, elaborare atti e strumenti amministrativi inediti che possano coinvolgere larghi pezzi di quei soggetti oggi sistematicamente esclusi ed elusi dai processi decisionali. A partire da tema del governo e della cura dei beni comuni e degli spazi pubblici, del controllo popolare delle bonifiche ambientali e del territorio, delle forme di relazione tra diversi soggetti fondati sull’orizzontalità.

La contaminazione non ci spaventa perché le nostre identità sono loro stesse in processo, declinate in un fare comune in cui possiamo solo ritrovarci.

#farecomune: democrazia, diritti, partecipazione, eguaglianza, emancipazione, decisione, spazi pubblici, autogestione, autogoverno, modelli istituzionali, beni comuni, audit, controllo popolare, orizzontalità, prossimità

chi decide? chi dovrebbe decidere? come fare per decidere?

ispirazioni

Costituzione della Repubblica Partenopea 1799
Assemblee primarie
Art. 14 – Si compongono le assemblee primarie da cittadini domiciliati nel medesimo cantone.
Il domicilio richiesto per aver diritto di votare in queste assemblee debb’essere di un anno, e si perde il diritto per un anno di assenza.
…..
Art. 15 – Niuno può sostituire a sé un altro nelle assemblee primarie, né per lo stesso oggetto votare in più di una di sette assemblee.
Art. 16 – Non può esservi meno di un’assemblea primaria in ogni cantone. ….
…..
Art. 20 – Il Corpo legislativo è il solo che decide sulla validità delle operazioni delle assemblee primarie, nel caso che si sia trasgredita una espressa determinazione della costituzione.
Art. 21 – Niuno può intervenire armato nelle assemblee primarie.
Art. 22 – Esse regolano la loro polizia.
Art. 23 – Le assemblee primarie si radunano:
1) Per accertare o rigettare i cambiamenti dell’atto costituzionale proposti dall’assemblea di revisione;
2) Per fare le elezioni che loro appartengono secondo la costituzione.

Carta del Contratto Sociale del Rojava – Siria
Art. 23 – Ognuno ha il diritto di vivere in un ambiente salubre, basato sull’equilibrio ecologico.
Art. 24 – Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, inclusa la libertà di formarsi le proprie opinioni senza interferenza alcuna, e di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo di comunicazione e oltre i confini.

Costituzione Bolivariana del Venezuela
Art. 5 – Gli organi dello Stato derivano dalla sovranità popolare e ad essa sono sottomessi.
Art. 70 – Sono mezzi di partecipazione e protagonismo del popolo nell’esercizio della propria sovranità, nel contesto politico: l’elezione di cariche pubbliche, il referendum, la consultazione popolare, la revoca del mandato, l’iniziativa legislativa, costituzionale e costituente, la giunta aperta e l’assemblea dei cittadini e delle cittadine le cui decisioni saranno di carattere vincolante; nel contesto sociale ed economico, le le istanze di attenzione cittadina, l’autogestione, la cogestione, le cooperative in ogni loro forma incluse quelle di carattere finanziario, le casse di risparmio, l’impresa comunitaria ed altre forme associative guidate dai valori della mutua cooperazione e della solidarietà

Costituzione Ecuadoriana del 2008
Art. 95 – Le cittadine e i cittadini, individualmente e collettivamente, parteciperanno alla presa delle decisioni, alla pianificazione e alla gestione degli interessi pubblici e al controllo popolare degli organi dello stato, della società e dei suoi rappresentanti, in un processo continuo di costituzione del potere cittadino

Costituzione Boliviana del 2008
Art. 290 comma 2 – L’autogoverno  delle   autonomie  indigene originarie   contadine   si   eserciterà   secondo norme,   istituzioni,   autorità   e   procedure proprie,  in  conformità  alle  proprie  attribuzioni e   competenze   ed   in   armonia   con   la Costituzione  e  la  legge.

Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America
Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono eguali, che essi sono […] dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà e il perseguimento della Felicità.

EZLN esercito zapatista di liberazione nazionale
Para todos todo, nada para nosotros

Black Panther – Ten points
We Want Freedom. We Want Power To Determine The Destiny Of Our Black Community (Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra comunità nera)
We Want Education For Our People That Exposes the True Nature Of This Decadent American Society. We Want Education That Teaches Us Our True History  And Our Role In The Present-Day Society. (Vogliamo per la nostra gente un’istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un’istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale)
We Want Land, Bread, Housing, Education, Clothing, Justice And Peace (Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace)

Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 43 –  A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
Art. 50 comma 2 – (Proposta approvata il  5.12.1946 dalla Sottocommissione, incaricata all’interno della Commissione dei 75, successivamente espunta) “Quando i pubblici poteri violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino.”

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